Il digitale al tempo del coronavirus

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Il digitale e lo smartworking: dalla scuola alle imprese, al tempo del coronavirus, tutti ma proprio tutti, abbiamo capito che il digitale è un’esigenza imprescindibile.

Il digitale e l’emergenza Covid 19: un’opportunità

In questo articolo sentiamo doveroso fare il punto della situazione su un aspetto che, se possibile, è divenuto improvvisamente più urgente di quanto già lo fosse in precedenza: il livello di digitalizzazione raggiunto durante questa emergenza.

Ormai da due mesi siamo parte, nostro malgrado, di una situazione che, quando non  impedisce, ostacola i normali rapporti professionali e le abitudini comunicative, anche le più semplici, quelle che ormai erano divenute quotidiane.

E ora, a distanza di due mesi, a che punto siamo? Perché? Verso quali orizzonti ci stiamo dirigendo? Vediamo insieme che tipo di percorso abbiamo intrapreso in questo viaggio, un po’ diverso dal solito.

L’emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare in questi mesi ha portato con sé un’unica vera opportunità. Molti di noi sono stati “costretti”, di punto in bianco, ad utilizzare il digitale in tutte le sue declinazioni. In pochi mesi abbiamo attuato quella rivoluzione che, forse, avremmo dovuto intraprendere molto più gradualmente, già molto tempo prima.

Ma non è tempo di recriminazioni o rimpianti. E’ il momento di rimboccarci le maniche e di approfittare di questa drammatica situazione per cavalcare l’onda di una nuova tecnologia. Perché nulla sarà più come prima.

Ma proviamo ad analizzare cosa sta accadendo e cosa rimarrà quando avremo lasciato dietro le spalle questa spiacevole esperienza.

Tecnologie, piattaforme…cosa sta succedendo e come? Un nuovo e avventuroso viaggio

Dai professionisti del digitale emerge il quadro di una richiesta mai sperimentata in precedenza, in termini di dimensioni. Piattaforme, app, insomma nuove tecnologie per rendere digitale il settore dell’istruzione dalle università alle scuole, dalle imprese e ai comuni.

Grazie all’incessante lavoro dei tecnici, sono state create app e piattaforme nuove, oppure potenziate e modificate. L’obiettivo? Rendere ogni dispositivo abilitato alla teleconferenza in tempi sempre più veloci e in modo sempre più pervasivo attraverso software o cloud.

Cisco, solo per fare un esempio illustre, grazie al folto numero di partners su cui può fare riferimento, è impegnata a supportare chiunque. Dalla scuola all’impresa, chiunque voglia digitalizzarsi o rendere più efficace la digitalizzazione di sempre.

Istruzione digitale: un nuovo traguardo a cui tendere

Dal 24 di febbraio tutto è cambiato anche nel mondo dell’istruzione, forse più che in qualunque altro settore. Fino a quel momento i detrattori dell’istruzione digitale erano ancora parecchi, sia tra i docenti che tra i genitori. All’improvviso, però, anche questo ambiente si è scoperto più tecnologico e, nella migliore delle ipotesi, più portato alle tecnologie di quanto non pensasse.

E’ chiaro che sarebbero pochi i genitori che, potendo, lascerebbero il proprio figlio ad assistere, per diverse ore, alle lezioni a distanza dei loro insegnanti. Certo l’ambiente classe è insostituibile soprattutto in determinate fasce di età, comunque almeno fino agli studi universitari.

Chiaramente nel campo dell’istruzione, e non solo, il fattore umano è decisivo. La crescita cognitiva e relazionale dei bambini e dei ragazzi passa necessariamente per il rapporto anche fisico con l’ambiente classe in tutti i suoi attori e in tutte le sue declinazioni. Tuttavia, non potendone fruire pienamente in una contingenza di emergenza come quella che stiamo vivendo, l’istruzione digitale a distanza è l’unica alternativa possibile da percorrere.

In questo momento i ragionamenti sulla formazione digitale hanno, finalmente, coinvolto anche la scuola primaria e secondaria che, con qualche ritardo e non senza difficoltà, dovrà adeguarsi a questo cambiamento, e attivamente, come sembra.

Un impegno tecnologico verso milioni di studenti

A questo riguardo Cisco, insieme a Goggle, IBM, Tim e WeSchool, hanno risposto con successo alla call del Ministero dell’Istruzione, curando il progetto #La ScuolaContinua. Il loro impegno è volto a scongiurare ed evitare la minaccia di interruzione dell’istruzione per milioni di ragazzi.

L’anno scolastico sarà salvo anche grazie alla tecnologia che queste cinque aziende hanno realizzato, in grado di consentire agli insegnanti impegnati sul campo di veicolare le loro lezioni e profondere il loro impegno verso gli studenti. Ci teniamo a ricordare che il progetto è stato ideato da Ilaria Capua che, dunque, vediamo attiva anche su questo fronte, oltre che su quello scientifico.

Sempre su questo tema, la Regione Emilia Romagna in accordo con l’Ufficio scolastico regionale  e con Lepida Scpa (per la gestione della banda larga e dei servizi di connettività delle pubbliche amministrazioni), fornisce servizi gratuiti per la piattaforma Webex Meeting.

Verso la rivoluzione del digitale

Quello che è apparso chiaro fin da subito è che non si tratta più solo di imparare ad “usare uno strumento”. Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione e per questo è fondamentale una nuova consapevolezza digitale. Una formazione strutturata indipendentemente dal processo di digitalizzazione in corso.

Per questo è necessario intraprendere un paradigma di formazione partendo dallo “schema” tradizionale, semplicemente con qualcuno che spiega e qualcun altro che ascolta e apprende.

E’ proprio Michele Dalmazzoni, collaboration & industry digitisation leader Emear di Cisco, che afferma: “Stiamo assistendo alla scoperta di massa, dalle nonne ai nipoti, delle potenzialità del digitale”. Quello che gli ambienti tecnologicamente più avanzati stanno attuando da molto tempo, viene quotidianamente condiviso anche da realtà che, finora, avevano avuto un approccio più tradizionale alla comunicazione.

Sempre colui che sta gestendo per Cisco la poderosa richiesta di connettività, porta come esempio di questo processo di digitalizzazione, scuole di cucina con lo chef in un paese e le classi connesse in un altro continente, o aziende di alta moda con le passerelle in video e ambientazioni virtuali. Ma ancora videoconsulenze in diretta di medici o di personale bancario, fino ai processi con relativi testimoni.

Un’ esperienza profonda per approdare ad ambienti ibridi

Una situazione d’emergenza come quella che il mondo sta vivendo da qualche mese, ha permesso a tutti di capire la necessità di raggiungere nuovi standard di digitalizzazione e, ai professionisti del settore, di sviluppare un’esperienza profonda.

La loro previsione è quella di nuovi paradigmi legati al processo di digitalizzazione, orientati a modelli ibridi tra ambiente fisico e virtuale, con sistemi, ci suggerisce sempre Michele Dalmazzoni, che “vanno a digitalizzare gli spazi fisici”.

Pensando poi un po’ più macro, consideriamo gli aspetti di sistema. Stando alle ultime analisi sul livello delle comunicazioni e delle attività professionali, delle singole persone e delle imprese, sta emergendo che il digitale, soprattutto per quanto riguarda le modalità in smartworking, può senz’altro consentire di ottenere  risultati molto più efficaci con uno “sforzo” inferiore in termini di costi, spostamenti, inquinamento ambientale.

Questo è davvero un momento di svolta, in cui le aziende e non solo, saranno impegnate nel difficile compito di essere adeguate e vincenti verso nuovi paradigmi digitali.

Anche ora Non solo bolle si impegna a supportarti per tutto ciò che riguarda la sanificazione della tua impresa, del tuo studio professionale e del tuo negozio.

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